Biografia

Marzo 1st, 2007 by admin

Lorenzo Monni nasce a Cagliari il 2 marzo del 1986 e vive la sua prima infanzia disperso per le campagne del sassarese. A 7 anni si trasferisce in provincia di Venezia, a San Donà di Piave, tra campi di mais e tanto cemento. A 8 anni inizia a suonare il flauto, geloso di suo cugino che lo studia già alle medie e che si esibisce con successo tra i familiari. Il suo maestro di flauto gli consiglia un paio di anni più tardi di passare al violoncello. L’esperienza col nuovo strumento tuttavia non è esaltante, in quanto Lorenzo preferisce suonare a orecchio i brani che gli piacciono, piuttosto che esercitarsi sulla tecnica violoncellistica. A 14 anni, trascinato dalla nascente passione per il rock decide di mollare gli studi classici per dedicarsi alla chitarra elettrica. A 15 anni intraprende uno studio appassionato e solitario di commistioni tra musica classica e moderna. Inizia a scrivere pezzi originali, salvando gli spartiti nel computer tramite un vecchio programma di notazione concepito per windows 3.1. Nel frattempo prende parte a gruppi della zona dal successo inesistente. A 18 anni, finito il liceo scientifico, si iscrive alla facoltà di ingegneria elettronica con curriculum gestionale, a Trieste (facoltà che frequenta tutt’ora, iscritto al terzo anno). A 19 anni si compra la chitarra classica e inizia a suonarla in fingerstyle. Allo stesso tempo cresce il suo interesse per la musica elettronica e per la personalizzazione dei suoni. Nel 2007, appena compiuti 21 anni, esce il suo primo disco, totalmente autoprodotto e scritto da solo, dal titolo “Death of future Men”. Sempre nel 2007 inizia una collaborazione con vari musicisti emergenti, dai Dunkelblau, duo elettronico col quale suona tutt’ora, ai superio (gruppo dal quale è uscito nel settembre del 2007, dopo aver collaborato alla realizzazione del primo demo del gruppo) fino al cantautore Andrea Liuzza col quale ha progetti anche per il 2008. A febbraio è pronto il suo secondo disco “Debris”, realizzato tra aprile 2007 e febbraio 2008. Con Debris inizia a realizzare per la prima volta il suo desiderio di proporre una Musica Totale, libera da strutture precostuite di genere. Nel corso di questo primo anno arrivano le prime critiche, che tentano di interpretare le sue opere e discernere gli elementi costitutivi della sua musica. Nel 2009 lavora al nuovo disco per la prima volta nel formato chitarra/basso/batteria, registrando e sperimentando all’Artisound studio. Nel frattempo viene trasmesso da diversi podcast e radio, tra le quali spicca Rai Radio3 nel mitico programma Battiti, e riceve una proposta di contratto per la pubblicazione di Debris dall’etichetta francese Musea Records. Nel versante Synthpoppettaro continua la collaborazione coi dunkelblau che porta Lorenzo a registrare con il gruppo nuovo materiale in studio e ad affiancarli con un ruolo sempre più determinante delle chitarre nei live. A partire del dicembre 2009 viene chiamato a far parte dei Kitsune, gruppo trevigiano New wave con etichetta inglese con cui inizia a fare attività live.

Desideri artistici futuri:

  • Poter scrivere ancora e ancora e ancora.
  • Scrivere della musica associata al visivo.
  • Trattare in maniera originale la voce umana.
  • Approfondire la cura del suono elettronico creando nuovi sample e loop da rumori ambientali.
  • Lavorare sulla chitarra per rinnovare il suo stile e rinnovarne la timbrica.
  • Approfondire il lavoro in fase di produzione e mixaggio.
  • Poter eseguire la mia musica dal vivo con tutto il necessario, dando uno sguardo completamente diverso rispetto al formato del disco in studio, con particolare attenzione anche all’improvvisazione.
  • Collaborare con gente che ha qualcosa da dire a livello artistico, gente che non abbia per forza le mie stesse idee (ma che abbia idee convincenti).
  • Chitarre:

  • Parker PM-20 Pro (pick up Seymour Duncan custom Jazz & JB)
  • Elettrica Epiphone SG del 2001
  • Classica Almansa di liuteria spagnola elettrificata (fishman fix pro-blend)
  • Biography (English translation by Serena Boldrin and Annamaria Arlotta)

    Lorenzo Monni was born in Cagliari, on 2nd, March 1986 and spent his early childhood around Sassari countryside. At the age of 7, he moved to San Donà di Piave, a town near Venice sorrounded by cornfields and cement. When he was 8, he started playing the recorder, envious of his cousin, who was studying flute at middle school and successfully performed for the family. 2 years later the teacher advised Lorenzo to move to the cello. But he didn’t find the new experience too inspiring, because he prefered playing songs by ear to practising with cello technique.At the age of 14, swept away by his newborn passion for rock music, Lorenzo dediced to give up classical studies and went into eletric guitar. When he was 15, he undertook a passionate and solitary study of the blends between classical and modern music. He begun to write his own songs, saving the sheet music in the computer thanks to an old notation programme for Windows 3.1. Meanwhile, he played with unsuccessful local bands. At the age of 18, after liceo scientifico qualification, he reistered at the faculty of electronic engineering, at the university of Trieste (at the moment he is at the third year). When he was 19, he bought a classical guitar and started to play it in fingerstyle. At the same time, his interest for eletronic music and personalization of sounds grew up. In 2007, after his 21st birthday, his first album was released, fully self- produced and written, with the title of “Death of future men”. In the same year, he begun his collabotation with various budding musicians, such as Dunkelblau, eletronic duo he still plays with, and Superio, band he left in September 2007 after he had offered his contribution for their first demo disk. He has also collaborated with singer-songwriter Andrea Liuzza, who Lorenzo is going to work with in 2008 too.In February 2008 Lorenzo’s second album, “Debris”, produced between April 2007 and February 2008, was released.

    Future wishes:

    • be able to write more and more and more…

    • write music linked to visual means

    • deal with human voice in an original way

    • deal with eletronic sound more deeply and carefully, creating new samples and loops with ambient noise

    • refresh the guitar style and make it more sinth, as it happened to the keyboard (but money is needed), but in a different way and not just as an end itself

    • go into production and mixing methods

    • be able to play his music live, paying special attention to improvisation in order to create something completely different from what has been produced in studio

    • collaborate with people with persuasive and worthwhile ideas -even if not identical to mine.

    Guitars:

    • Parker PM-20 Pro (Pick up seymour duncan custom Jazz & JB)

    • Elettric Epiphone SG, since 2001

    • Classic Almansa, from a Spanish eletrified lutist (fishman fix pro-blend)

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    8 Responses

    1. Dario & Keko Says:

      sei il più figo di tutti nella foto nella bibliografia!!!!!!!!!

    2. Riccardo Brun Says:

      ave! non ti ho risposto subito al mes perchè mi sono riservato prima un’attento ascolto! non male veramente! continua così vecchio!aspetto il secondo ora!

    3. carlo Says:

      bravo continua a regalare le emozioni che trasmetti con la tua musica

    4. jrsywwyj Says:

      metti delle foto!

    5. io Says:

      non mi piaci. credo tu sia troppo pieno di te. ti contraddistingue la tua vanità, credi di essere il più bravo di tutti e la parola umiltà non sai nemmeno dov’è di casa. e poi le tua canzoni son lagnose, meglio attaccarsi le palle al tavolo con la graffettatrice piuttosto che ascoltare una tua canzone. con affetto, un tuo fan

    6. Lorenzo Says:

      : )

      Ma perchè, ci conosciamo?

    7. Luca Visentin Says:

      Io credo tu sia il “VERO CHITARRISTA” che mette tutto l’amore nel proprio strumento dandogli vita e rendendolo TUO…si sentono le emozioni che provi nel suonarlo, le emozioni che sono in te e la vostra sincronia! La tua chitarra sa essere dolce, triste, malinconica, allegra, scherzosa e anche incazzosa! E ieri sera l’hai dimostrato con un grande concerto! Con il tocco sentimentale sulla classica in “FRAGILE” e l’assolo infernale di “KING OF A PAIN”!!!! :-)
      In quanto a “MONTATO O A TIRARSELA”…questi commenti sono solo frutto d’invidia…come sempre da persone meno capaci e sfortunatamente per loro meno talentuose! Per cui dacci dentro!

    8. stefano. Says:

      se sei il chitarrista di uno dei gruppi della san donà rock, pèer intenderci di quelli che fanno 2 date all’anno, una al monkey’s e una al break and beer o alla statale, forse è meglio che al tavolo le palle te le attacchi tu.

      Però te le graffetto io,
      mentre canto It’s no good in falsetto.

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